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LA BICISTAFFETTA A FANO: MOTIVO DI RIFLESSIONE
Forbici reclama maggiore attenzione

La Bicistaffetta adriatica (che in 6 tappe un paio di settimane fa  ha portato una sessantina di cicloturisti di tutta Italia da Termoli a Rimini) non a caso si è fermata a Fano. È un segnale di grande attenzione per la nostra città da parte della FIAB nazionale che intende spingere per realizzare quanto prima la Ciclovia adriatica, una struttura utile per il turismo ma anche per la mobilità sostenibile in quella che ormai è una lunga conurbazione di centinaia di km, dal Friuli alla Puglia. 

Facendo squadra, le regioni interessate hanno ottime possibilità di finanziamento da parte del Governo centrale che finalmente ha iniziato a investire somme importanti sulle Ciclovie; infatti, è evidente la crescita del cicloturismo che muove ogni anno milioni di turisti per un giro d'affari di ben 44 miliardi di euro; di recente in Italia ne sono state finanziate quattro con 91 milioni di euro. 

Fano rappresenta uno snodo importante in questo progetto nazionale perché è coinvolta non solo lungo l'Adriatico verso Pesaro e a breve Senigallia, ma anche verso l'interno grazie ad un percorso che passa per Fossombrone, Cagli e Cantiano, giunge a Grosseto e valorizza un territorio molto attraente per chi, soprattutto dall’estero, vede nell’Italia una meta privilegiata per le vacanze in bicicletta. E si spera che i lavori di riasfaltatura in corso tengano conto sempre più della mobilità sostenibile, e quindi delle esigenze dei ciclisti e dei pedoni, troppo spesso penalizzati nei loro spostamenti all’interno della città; realizzare marciapiedi, piste ciclabili, aree verdi, insieme alla riduzione del traffico a motore,  è la “ricetta” adottata nei paesi evoluti per avere spazi urbani  più sicuri e più vivibili.







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