mercoledi' 19 giugno 2019
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ROTTA VERSO NORD
Il punto di Sandro Candelora sul girone che attende l'Alma

Gran bella gente popola il ponte, sul transatlantico agli ormeggi della stagione 2012-2013 che va ad iniziare. L’aristocrazia del sangue blu e la ricca borghesia di chi molto può permettersi sono ben rappresentate, anche se in molti casi il blasone, illustrissimo e di lignaggio superiore, risulta essere consunto e immiserito dalle alterne vicende del calcio. Per i cultori del football c’è comunque di che appassionarsi nello scorrere l’elenco delle rivali che l’Alma andrà ad affrontare in una stagione da seguire con estrema attenzione. Il girone (finalmente settentrionale, in omaggio ai sacrosanti crismi della geografia, troppo a lungo ignorati) allinea in effetti club dalla fama acquisita anche ai più alti livelli, insieme ad altre realtà di minor grido ma tuttavia interessanti. Prendete il Savona  (tra parentesi, è il club che lanciò Pierino Prati), una società ambiziosa che intende dar pieno corso alle attese di una tifoseria esigente. E che dire del duo piemontese formato da Alessandria e Casale? In età pionieristica, insieme a Pro Vercelli e Novara, costituivano il celebre Quadrilatero, un’autentica forza invincibile del pallone d’antan. Ora sia i grigi (quest’anno, tra l’altro, festeggiano il centenario della fondazione) che i nerostellati (nel loro ricco palmares figura anche uno scudetto, vinto nel lontano 1913-‘14) rincorrono con validi argomenti una gloria un po’ stinta dal tempo ma sempre viva nei ricordi dei tifosi. Ciò che parimenti accade alle lombarde Pro Patria (numerosi campionati di A e B alle spalle), Monza (come sono scolorite le immagini di quando i brianzoli, erano gli anni ’70,  lottavano per approdare nella massima serie!) e soprattutto Mantova, che, affossata dagli esiti nefasti della presidenza di quello scriteriato di Lori, stenta a ritrovare una dimensione congrua. Le più modeste corregionali Renate e Castiglione sono il nuovo che emerge. A nord-est montano invece le legittime pretese di Bassano (il boss Rosso, mister Diesel, affida il rilancio all’esperto Rastelli) e Venezia, che il patron russo Korablin (finito in Laguna più per scherzo che per reale intenzione) mira senza mezzi termini a riportare ai vertici assoluti. Inutile dire che si tratta delle vere favorite del torneo. Il Forlì di Attilio Bardi in panca e Ginestra in porta (lo ricordate in granata nel ’97-’98?) riaccende memorie di sfide antiche e accanite quant’altre mai. Giacomense, Santarcangelo e Bellaria sono forse meno glamour ma non certo arrendevoli, mentre il Rimini dell’ex Baldazzi va considerato fra le candidate alla promozione, non foss’altro per il fatto che l’anno scorso ha conquistato i playoff e la rosa non è cambiata granché.  Il Vallée d’Aoste di Saint Christophe rappresenta una rinfrescante primizia alpina ed il Milazzo (sì, proprio i siciliani, che hanno optato per il raggruppamento nordista non perché siano improvvisamente usciti di senno ma sulla base di precise e condivisibili ragioni logistiche) aggiunge il calore della Sicilia ad una campagna che si prevede già caliente di suo. E tutta da gustare. Tenetevi forte, si parte.
Sandro Candelora            

 







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