martedi' 16 gennaio 2018
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MISSION IMPOSSIBLE
A cura di Sandro Candelora

L’iniziale impressione che si trattasse di un film già visto è ormai divenuta totale certezza. Resta solo da verificare se anche il finale resterà il medesimo o se al lieto fine che è stato si sostituirà un epilogo drammatico.

L’Alma chiude l’anno da ultima in classifica e si trova più o meno nella stessa situazione di dodici mesi addietro, allorquando scontò in maniera evidente e assai penalizzante un approccio alla nuova, esigente categoria del tutto sbagliato. Errori di cui non si è fatto minimamente tesoro se all’alba del 2018 siamo di nuovo qui a parlare di approssimazione, scelte sbagliate e mancanza di strategie chiare. Beninteso, solo chi fa è soggetto ad incorrere in fallo ma ripetere in modo quasi scientifico le stesse mancanze o, peggio, non ammetterle è manifesto indice di ottusità mentale che partorisce un colpevole, reiterato autolesionismo. E a nulla serve spargere cortine fumogene e creare diversivi ad arte tirando in ballo opinabili capri espiatori di turno. Come se il Comune, peraltro negligente la sua parte nella gestione del ‘Mancini’, fosse responsabile della malaparata sul campo. O i giornalisti (maledetti a prescindere, è ovvio, e pure disfattisti agli occhi dei pretoriani di turno) dovessero scrivere per forza ciò che detta la voce del padrone e non, come impone la corretta coscienza professionale, testimoniare con equilibrio di giudizio quello che vedono. In ogni caso, la realtà, dura e deprimente, è di fronte a tutti e c’è poco da arrampicarsi sugli specchi per tentare di mascherarla.

Se proprio si vuole scalare qualcosa si cominci invece a risalire la china, come si fece con l’avvento di Cuttone, altra vittima sacrificale sull’altare dell’Infallibile. La pausa del campionato servirà a riordinare le idee e a serrare i ranghi. La sessione di mercato invernale dovrà necessariamente portare in granata elementi idonei allo sforzo imponente che attende la truppa, tagliando al contempo dalla rosa giocatori inutili, altri inadeguati e certuni entrambe le cose messe insieme. Intendiamoci, l’impresa è ardua ma si può fare. Lo certifica una graduatoria ancora compatta e sempre suscettibile di clamorosi rimescolamenti a tavolino (Modena docet e quanto sta accadendo a Vicenza dovrà essere monitorato con la massima attenzione).

Conforta anche che la squadra appare viva e disposta a combattere nelle mille battaglie che l’attendono di qui al termine della stagione. Molte, se non tutte, da vincere, è innegabile. Per cercare di non perdere la guerra.


 

Sandro Candelora







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