venerdi' 16 novembre 2018
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CLAUDIO OTTAVO
A cura di Sandro Candelora
Molto rumore per nulla. Dopo mille giri di valzer, infinite acrobazie tra i paletti di un passaggio di consegne inizialmente paventato, quindi pomposamente proclamato ai quattro venti ed infine abortito in tutta fretta, patron Gabellini ha deciso, bontà sua, di rimanere al timone del club.

E nel mentre intraprende il suo ottavo mandato consecutivo si inserisce a pieno titolo nel novero dei presidenti più longevi nella storia dell’Alma. Che il nostro fosse stanco e demotivato era in ogni caso un dato di fatto acclarato da tempo. Così come certificati in alcuni casi e solo presunti in altri sono stati i suoi approcci con potenziali acquirenti. E’ il caso, tra gli altri, del fulmineo flirt dello scorso autunno con il pittoresco Sundas (personaggio che sembra uscito pari pari da un film di Verdone), del matrimonio naufragato proprio sull’altare con il re dei poligoni e i suoi sodali, delle misteriose profferte ricevute dal fantomatico gruppo toscano, delle manifestazioni d’amore messe in atto da ultimo dal magnate del petrolio de noantri. 

Le premesse per un abbandono c’erano insomma tutte. Puntualmente spazzate via dal colpo di scena finale che ha chiuso (si spera) un giallo che più stucchevole non si può trascinatosi tra lo sconcerto generale di tifosi e addetti ai lavori per la bellezza di due mesi.Inutile ora sondare che cosa l’abbia indotto a restare: forse un tardivo soprassalto di responsabilità, probabilmente le pressioni di qualche potentato locale oppure la volontà di prendere ancora tempo per guardarsi ulteriormente intorno. Chissà. Certo comunque è che al netto di tutti i suoi non pochi limiti (in primis, l’incapacità di scegliere persone di fiducia per i ruoli-chiave e il difetto di comunicazione nei confronti di chi ha il diritto-dovere di chiedergli conto di ciò che fa), Gabellini ha il merito indiscutibile e non trascurabile di continuare a mantenere Fano sulla ribalta del calcio che conta. Mettendoci del suo e in misura notevole. In tutti i sensi. A quanti lo contestano da sempre per partito preso (atteggiamento altrettanto censurabile di quello di chi lo vorrebbe di contro beato subito e a prescindere) consigliamo di andare a vedere cosa sta accadendo o è avvenuto da poco in piazze come Modena, Vicenza, Reggio Emilia o finanche Cesena.

La morale è che in giro non c’è una lira ed il semplice sopravvivere (magari mettendo in essere rapporti privilegiati e auspicabilmente virtuosi con società importanti come è il caso del Pescara) costituisce di per sé una vittoria fondamentale, in una Serie C che pare un pozzo senza fondo di spese, oneri e balzelli vari. Il nuovo corso (quale poi?) in definitiva può attendere. Avanti così. Come prima, più di prima. Tutti insieme appassionatamente. Ma non troppo.

Sandro Candelora







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