venerdi' 16 novembre 2018
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FANO E SAMB PARI E PATTA
1-1 sotto il diluvio
Sotto un diluvio incessante Fano e Samb dividono la posta in palio al termine di un incontro che ha visto un primo tempo appannaggio dei padroni di casa ed una ripresa a tinte rossoblù.

Subito in vantaggio il Fano con Acquadro che su punizione disegna una parabola perfetta che non lascia scampo a Sala. Terzo minuto e padroni di casa avanti 1-0. Il Fano si fa preferire durante la prima frazione confezionando un paio di occasioni propizie sull'asse Filippini - Ferrante non sfruttate da quest ultimo. Sambenedettese contratta e mai pericolosa.

Nella ripresa capovolgimento di ruoli con gli ospiti più determinati e costanti in proiezione offensiva con il Fano chiuso sulla propria trequarti. Prima occasione per la Samb al 56° con Calderini la cui conclusione è deviata di poco fuori dalla retroguardia granata. Quindi è il turno di Ilari che ci prova dalla distanza senza impensierire Sarr. Alla mezz'ora Epifani sostituisce l'attaccante Cernaz con il difensore Celli ed il Fano si ritrova ulteriormente ripiegato su se stesso. La Samb continua a spingere e trova il pari al 72' con Stanco che in area di rigore spizza di testa di quel tanto che serve a beffare Sarr vanamente proteso in tuffo, palla che si insacca nell'angolino e meritato pareggio ospite.

Acqua e vento ora la fanno da padrone rendendo complicate anche le giocate più semplici. Quando la partita sembra incanalarsi senza ulteriori sussulti verso l'1-1, al 90° il Fano si ritrova sulla testa di Ferrante la più clamorosa delle palle gol che l'attaccante argentino si divora incredibilmente deviando fuori la palla a pochi passi dalla porta ospite. Si rimane sul pari sino al triplice fischio.

Pareggio giusto che evidenzia ancora una volta i limiti di organico nonchè caratteriali di una formazione priva di esterni ed attaccanti di categoria e che paga le scelte troppo difensiviste di mister Epifani ancora alla ricerca di una fisionomia per la squadra.

Ci pensa invece la pioggia a mettere a nudo la fatiscenza di un impianto sportivo come il Mancini, senza coperture nemmeno in tribuna e con gradinata inagibile, a rendere l'esperienza di spettatore una vera prova di fede di cui sempre meno tifosi risultano capaci.

Fonte immagine: corriere adriatico






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